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Gli Etruschi

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Del popolo etrusco, che da principio si stabilì lungo la costa e il retroterra tirrenico, è incerta la provenienza. Forse per nessun altro popolo dell’antichità la qualifica di misterioso è stata mai elargita con tanta insistenza. Oscura è ritenuta la loro origine, oscura, almeno per alcuni, persino la loro fine; ancora più enigmatico è l’impenetrabile messaggio della loro lingua. Questo è però soltanto un aspetto di quello che, unendo fantasie, leggende, false interpretazioni e mezze verità, viene indicato come il “mito degli Etruschi”.

I precedenti di tutto ciò risalgono alla stessa antichità dalla quale l’Etruria era già stata considerata come un mondo lontano e perduto, incomprensibile anche alla mente di pensatori e di scrittori certo non sprovveduti. Il fenomeno si spiega per certe indubbie peculiarità del mondo etrusco da attribuire essenzialmente al fatto che i caratteri fondamentali della sua struttura di civiltà si formarono e si fissarono definitivamente in un’ epoca arcaica ancora dominata dall’impronta delle più remote tradizioni mediterranee. Ciò viene attestato da alcuni aspetti singolari, quali ad esempio il culto dei morti nei sepolcri grandiosi costruiti o scavati ad imitazione della casa, o ancora la particolare importanza della donna nella società che ha fatto pensare a reminescenza di matriarcato.

Vi erano dunque elementi a sufficienza per ingenerare sconcerto e incomprensione, nonostante la lunga consuetudine di contatti, di rapporti e di scambi e la disponibilità di quelle fonti di conoscenza che permisero all’imperatore Claudio di scrivere un’opera in venti libri sugli Etruschi purtroppo andata perduta. Ed è proprio alla perdita di quelle fonti, soprattutto quelle letterarie, che si deve il perpetuarsi, nell’età moderna, di una situazione di fondo sostanzialmente falsa e deviante. Inoltre, alle distorsioni degli antichi s’aggiunsero illazioni, fantasie, romanticherie che hanno finito per alimentare quel mito che ancora oggi è così duro a morire.

Alla luce di queste considerazioni, si può capire come le leggende si siano trasformate in concetti reali, pseudo-verità, e pertanto si comprende quanto complessa sia la ricostruzione della realtà etrusca, del tutto opposta a quella greco-romana, considerata accademicamente composta,fredda e razionale. Tuttavia la storia non è fatta di luoghi comuni e la verità non si raggiunge con le fantasie. Ed è proprio di questi luoghi comuni che bisogna abbandonare prima di affrontare il discorso serio sugli Etruschi, quel discorso che oppone alle favole del mito le conquiste della scienza, l’unica che ci consente di ristabilire la visione realistica dell’Italia prima dell’unificazione romana. Bisognerà subito superare il preconcetto che è alla base del mito degli Etruschi, quello cioè per cui la loro civiltà viene considerata non solo come qualcosa di diverso, ma addirittura di estraneo al resto del mondo loro contemporaneo.

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